Cosa è la SIDS?

Pochi movimenti ben programmati ed eseguiti con precisione in una sequenza bilanciata, hanno lo stesso valore di ore e ore di contorsioni forzate e fatte in modo approssimativo.

riga

Fai un'offerta

Ecco come aiutarci...

riga

Brochure Stella in Cielo

Brochure SIDS/ALTE

 

La storia di Marco

Il giorno in cui Marco nacque, il 06/09/2009 era una magnifica giornata di sole.
Anche il 06/01/2010 era una giornata di sole ma…
... non fu magnifica, fu terribile perché fu il giorno in cui Marco ci lasciò per sempre.
I quattro mesi intercorsi tra queste due date sono stati mesi felici accanto ad un pargoletto che ogni giorno cresceva bene, imparando ad osservare, seguire e sorridere a chi gli stava intorno. Quattro mesi di ordinaria normalità in cui nulla faceva presagire il dramma.
Marco era la gioia della sua sorellina Alessia. Proprio Alessia prima di andare a dormire aveva appeso alla porta della sua cameretta due calzette, una per lei ed una per il suo fratellino adorato, sperando che la Befana le riempisse di dolcetti anziché di carbone. Nella notte Fabiana la sua mamma si chinò su Marco rimboccandogli le coperte e lui si era mosso come per dirle “grazie mammina”. Alberto il suo papà lo ha sollevato dalla culla verso le nove del mattino e lui non c’era già più, ci aveva già lasciato.
Cosa sia successo e a che ora non lo sappiamo. Sappiamo solo che da quel momento tutto è cambiato nella vita di tutti noi (genitori, nonni, zii, cugini, amici) e nulla tornerà mai come prima.
Perdere un cucciolo è un dolore troppo grosso, che ti lascia un vuoto tale da far apparire tutto inutile: mangiare è inutile, piangere è inutile, è inutile dormire, parlare, pensare. Vivere è inutile!
Il giorno che abbiamo salutato Marco per sempre pioveva, pioveva, pioveva , pioveva, e da quel giorno è sempre stato brutto tempo finchè…..
Ora accanto a Fabiana, Alberto e alla piccola Alessia c’è Monica, Monica che ha donato ai suoi genitori una felicità nuova, diversa ma pur sempre felicità, quella che Fabiana ed Alberto pensavano perduta per sempre. [Ginetta Bigoni Papi]